La nostra storia
Le origini e il contesto iniziale
Fin dagli anni ottanta, il territorio genovese ha visto la nascita di diverse realtà dedicate alla gestione di interventi residenziali per madri in difficoltà. Queste strutture operavano muovendo da prospettive eterogenee: le azioni di sostegno spaziavano dall’ospitalità all’assistenza pura, dall’integrazione sociale al supporto alla maternità, includendo la valutazione delle capacità genitoriali e l’intervento in situazioni critiche di maltrattamento.
Tali risposte riflettevano identità culturali e metodologiche differenti, accomunate però da un forte slancio professionale. In quegli anni, l’offerta per i nuclei mono-genitoriali occupava ancora una posizione marginale rispetto alla residenzialità per soli minori e il quadro progettuale dei servizi sociali appariva spesso frammentato.
La svolta della co-progettazione (1997-1998)
Il 1997 ha segnato un punto di svolta: il Comune di Genova ha invitato gli enti gestori a intraprendere un percorso di co-progettazione, sfruttando le opportunità della Legge 285/97. Il 3 agosto 1998, Comune e sei Enti hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per migliorare sia i singoli servizi che il sistema complessivo. L’innovazione principale è stata l’istituzione del Coordinamento, un organo operativo basato su una fiducia reale tra pubblico e privato, applicando pienamente il principio di sussidiarietà.
Consolidamento e nuovi servizi (2001-2008)
Negli anni, l’attività del Coordinamento si è focalizzata sulla qualificazione delle strutture e l'evoluzione della mission. A partire dal 2001, la Rete si è arricchita di progetti integrati come il S.O.L. (Orientamento al Lavoro), Spazio e Tempo e le Famiglie di Appoggio. Nel 2005 è stato avviato il progetto diurno Se.Re.Fa, con il servizio Near per l’osservazione di neonati a rischio (concluso nel 2014). Il consolidamento identitario è culminato il 7 gennaio 2008 con la costituzione del Consorzio di indirizzo Rete Madre Bambino/a.
L’integrazione con la Rete Sunrise e l'unificazione (2011-2014)
Nel 2011, a causa dei tagli ai finanziamenti ministeriali per il contrasto alla tratta, la Rete Sunrise (dedicata alle vittime di sfruttamento) ha avviato un processo di riconversione per confluire nella Rete Genitore/Bambino. Sebbene alcuni storici enti (come le Suore Ravasco e Villa Canepa) abbiano scelto di ritirarsi, il processo ha portato alla nascita, il 27 ottobre 2014, del Consorzio di indirizzo Genitore Bambino/a and Sunrise.
In questo periodo, l'Assessorato ha istituito un "Gruppo Guida" paritetico (composto da funzionari comunali e rappresentanti degli Enti) per gestire la fase di transizione e uniformare le modalità di accesso, precedentemente differenti tra le due reti. Tra i risultati di questa fase spicca l’elaborazione della scheda di segnalazione unica (rimasta in uso fino alla fine del 2024) e di procedure filtro per la gestione delle accoglienze.
Evoluzione dei bisogni e nuove sfide (2016-2019)
Tra il 2016 e il 2017, nonostante un rallentamento dei contatti istituzionali con l’Assessorato, la Rete ha continuato a monitorare l'evoluzione dell'utenza, evidenziando una crescente "multiproblematicità":
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Una forte presenza di donne straniere, portatrici di istanze antropologiche e culturali diverse.
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Un aumento di situazioni legate alla violenza di genere, spesso non emerse prima dell’inserimento.
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Una marcata accentuazione di disturbi psichici e psichiatrici tra le madri accolte.
In questa fase, gli Enti hanno sviluppato progettualità innovative grazie al sostegno di fondazioni private (Carige, Umanamente, Adecco, Enel Cuore), sollecitando al contempo un adeguamento delle rette per rispondere alla maggiore complessità del lavoro educativo.
Dall'emergenza Covid alla nuova Co-progettazione (2020-Oggi)
L’avvento della pandemia ha segnato una ripresa intensa del dialogo con il Comune. Attraverso il confronto costante online, la Rete ha saputo interpretare e adattare le norme sanitarie alle specificità delle comunità, superando con coraggio un periodo estremamente critico.
Questa resilienza ha aperto la strada a una riflessione profonda che, nell'aprile 2022, ha portato all'avvio di un nuovo Tavolo di Co-progettazione promosso dall'Area Minori e Famiglie. L'obiettivo attuale è definire un nuovo modello residenziale di accoglienza attraverso due livelli di lavoro paralleli:
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Tecnico-professionale: focalizzato sull'analisi SWOT dei servizi per identificare punti di forza e debolezza.
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Amministrativo-gestionale: volto a garantire la sostenibilità economica, la programmazione e la qualità delle prestazioni.
Il risultato di questo lavoro corale è confluito nella prima bozza del nuovo Disciplinare di Servizio, che segna l'inizio di una nuova stagione per l'accoglienza genitore-bambino a Genova.